Baile de tango varón-varón en Buenos Aires

C'è qualche ballo più sensuale del tango?

Sì: il tango più sensuale è un tango tra uomini

Ogni 11 dicembre, l'Argentina celebra il Giorno Nazionale del Tango, in onore di due giganti del genere: Carlos Gardel e Julio De Caro.
Ma prima degli omaggi ufficiali, dei teatri e dei festival, il tango era qualcos'altro: un linguaggio della strada, dei porti, dei bordelli... e anche delle carceri, dove alcuni tipi impararono a sopravvivere con tre cose: corpo, ritmo e colleghi.

Tango, lunfardo e sbarre

Alla fine del XIX secolo, Buenos Aires e Montevideo erano un caos meraviglioso: immigrazione, povertà, notte, alcol, prostituzione e lavori di m... In quel crogiolo, tra sobborghi e porti, appare il tango.

Le carceri erano piene di:

  • Ladri, avventurieri, giocatori, truffatori

  • Gente che aveva semplicemente avuto sfortuna

  • Colleghi che, pur senza conoscersi, condividevano la reclusione e la rabbia

Lì si mescolavano il lunfardo (gerga della strada e della prigione), le storie d'amore perse, di tradimenti, di assenze... e la voglia di muoversi. Il tango iniziò anche così: una forma di dire "siamo ancora vivi, anche se siamo dentro".

Ballo senza pista, con poco spazio e molto contatto

In una prigione non c'è una sala da ballo. Ci sono cortili duri, corridoi e celle strette. Questo determina lo stile:

  • Abbraccio stretto, perché non c'è spazio e la fiducia è scarsa

  • Passi corti, precisi, quasi come se ogni movimento dovesse schivare un muro

  • Niente coreografie impossibili: l'importante è la connessione, non mettersi in mostra

Immagina il cortile: un bandoneón rattoppato, una chitarra vecchia o semplicemente nocche che battono il tempo. Due detenuti che praticano passi, girando lentamente, provando tagli e pause. Ballare diventa una sorta di allenamento per la libertà, mentre il corpo rimane dietro le sbarre.

Il tango come fuga mentale

Per molti detenuti, il tango era una fuga senza bucare i muri:

  • Quando ballavano, non erano in prigione: erano nel quartiere, nel bordello, nella milonga.

  • Quando cantavano le liriche del tango, raccontavano la vita senza doversi guardare negli occhi.

  • Quando si abbracciavano per praticare, rompevano il muro invisibile dell'isolamento.

Era un modo di parlare senza parole, di liberare il peso della reclusione. Tra colleghi, il tango diventava un patto: "siamo nei guai, ma non siamo morti".

Sensualità in un luogo dove è quasi tutto vietato

La prigione è controllo: orari, corpi sorvegliati, sguardi addosso, zero privacy. Perciò il tango lì dentro è pura dinamite. È sensualità in un ambiente progettato per spegnerla.

Il tango non è un ballo scandaloso, è un ballo di tensione:

  • Non si tratta di saltare, ma di avvicinarsi, sfiorarsi, fermarsi a pochi millimetri

  • Il desiderio non si urla: si insinua in un giro, in un incrocio di gambe, in un respiro condiviso

  • L'intensità sta in ciò che non accade... ma potrebbe accadere

Quell'abbraccio tango, stretto, saldo, guidando e lasciandosi guidare, in una prigione significa molto più che "ballare": è toccare un territorio normalmente proibito. Sentire un altro collega al ritmo dello stesso compasso è un atto di resistenza.

Dal fango e dalla cella al salone elegante

Col tempo, il tango è salito "di categoria": ha lasciato le carceri, i bordelli e i sobborghi per entrare in:

  • Saloni eleganti

  • Palcoscenici

  • Accademie e spettacoli

Le forme si sono affinate, lo stile è stato levigato, sono stati indossati abiti e scarpe lucide. Ma, anche se oggi lo vediamo nei teatri o nei festival, il tango trascina sempre con sé la sua origine:

  • Marginale, da strada, carcerario

  • Fatto di desiderio, rabbia, solitudine e voglia di contatto

  • Nato tra persone che sapevano cosa significasse essere nei guai

Ogni volta che si balla un tango perfetto su un palcoscenico, dietro c'è un'eco di sbarre, cortili freddi e lunghe notti in cui due colleghi trovavano un attimo di libertà in un abbraccio.

Un codice per ciò che non poteva essere detto

In prigione, molte cose non potevano essere nominate:
la paura, la solitudine, il desiderio, l'odio per il sistema.

Il tango divenne quindi un codice condiviso:

  • I giri parlavano di strade tortuose e opportunità perdute

  • I tagli erano piccole interruzioni alla routine della reclusione

  • L'abbraccio chiudeva un patto silenzioso: "io ti sostengo, tu mi sostieni"

Ciò che non poteva essere detto ad alta voce, veniva espresso nel corpo. E tra colleghi, quella fiducia fisica era oro puro.

Perché il tango rimane così sensuale oggi?

Perché non è solo un bel ballo: è un ballo che porta con sé l'esperienza della reclusione e il desiderio di uscirne.

La sensualità del tango deriva da:

  • Il contatto giusto: né freddo, né sfacciato, solo abbastanza per accendere qualcosa

  • Il controllo: potrebbe essere molto più esplicito... ma si mantiene al limite

  • Il silenzio tra una nota e l'altra, dove si insinua tutto ciò che non si ha il coraggio di dire

Il tango rimane sensuale perché profuma di proibito, di intimità, di segreto tra due. Di qualcosa che potrebbe spezzarsi se entrasse in scena una terza persona.

Un brindisi al tango... e ai colleghi

Quindi oggi, nel Giorno Nazionale del Tango in Argentina, mentre si ricordano Gardel, De Caro e tutte le orchestre che hanno fatto la storia, vale anche la pena alzare il bicchiere per quegli inizi più ruvidi e veri:

  • Per i detenuti che battevano il tempo con le nocche nel cortile.

  • Per i cortili freddi dove due uomini osarono abbracciarsi al ritmo di un bandoneón.

  • Per i colleghi che usavano il tango per dire "non ci arrendiamo", anche con le sbarre davanti.

Perché, alla fine, il tango è questo: reclusione trasformata in abbraccio, dolore trasformato in movimento e due corpi —due colleghi— che scelgono di non lasciarsi durante alcune canzoni.

Da questa parte dell'oceano, nel nostro piccolo club di colleghi, mandiamo un abbraccio forte a voi, fratelli argentini, che avete reso il tango non solo un ballo, ma una forma brutalmente onesta di essere vivi. Grazie per questo lascito.

1 commento su “C'è qualche ballo più sensuale del tango?

  1. 🔥 ¡Vaya, vaya! El tango varón-varón, todo un arte que va más allá de los pasos; es un abrazo que dice más que mil palabras. ¿Quién dijo que el encierro apaga el deseo? Aquí, parece que se enciende con cada movimiento. 🙌

    Y hablando de movimientos, ¿alguno se atrevería a probar un tango en una celda? 😂 Sería como un escape de película, pero con más roce y menos acción. ¡Brindemos por esos colegas que bailaron entre barrotes y nos dejaron este legado tan sensual! ¿Cuál es su paso favorito? 💃✨

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