Mutande: un viaggio nella sua storia e nei suoi nomi nel mondo
L'origine etimologica della parola mutanda
Non c'è dubbio che il termine mutanda sia la parola più usata per riferirsi alla biancheria intima maschile al giorno d'oggi. Inoltre, è l'unica che viene utilizzata in un contesto formale, mentre altre sono più colloquiali (come nel caso di mutandoni).
Ma da dove viene questa parola? Per arrivare alla sua origine etimologica bisogna fare un piccolo esercizio di ricerca sulla radice di questo termine:
- Calcis. I romani denominavano il tallone con vari termini, tra cui calcis, anche se tutti discendevano dalla stessa radice.
- Calceus. Questa era una parola che proveniva dalla stessa radice e che definiva il capo che si adattava al piede, la scarpa.
- Calceas. Quando iniziarono a usare le calze, le chiamarono calceas. Il passare del tempo portò a che le calze coprissero dai piedi alla vita, fino a quando un tempo dopo si divisero in due parti.
- Calzini. Una delle parti in cui si divisero le calceas copriva il polpaccio e i piedi, dando luogo al termine calzini.
- Mutande. L'altra parte copriva la zona dell'addome e dei glutei, e iniziò a essere conosciuta come mutande. Riducendo la dimensione di questo indumento, si aggiunse il diminutivo ‘illa’, e da lì viene la parola mutanda.
I sinonimi di mutanda a seconda del paese
Quali altre forme ci sono per chiamare questo indumento intimo maschile? A seconda della latitudine in cui ci troviamo, troveremo termini diversi che fanno riferimento alle mutande:
- Mutandone. Questa parola è quella utilizzata in diverse zone dell'America del Sud e in Guatemala per nominare le mutande. Ad esempio: “Vado a cambiarmi il mutandone, che è sporco”.
- Trusa. È curioso che questa parola venga usata in diverse parti del mondo per denominare indumenti simili. Ad esempio, a Cuba e nella Repubblica Dominicana viene usata per definire il costume da bagno, in Messico per le mutande, e in Perù viene utilizzata sia per la biancheria intima maschile che per quella femminile. Curioso, vero? Un esempio di uso sarebbe: “Mi sono comprato una trusa nuova per andare in palestra”.
- Bombacho. Si chiamano così le mutande in paesi come Argentina, Brasile e Paraguay. Significa anche pantaloni larghi e corti. Un esempio di uso sarebbe: “Ho messo dei bombachi di cotone per dormire”.
Abbiamo già visto che c'è vita oltre termini come mutandoni o mutande, anche se sono i più usati in Spagna. Ogni regione ha il suo modo di definire la biancheria intima maschile, e a te come piace chiamarla? Lascia un commento
La biancheria intima maschile è un indumento che è evoluto nel corso dei secoli, adattandosi alle esigenze, ai gusti e alle mode di ogni epoca e cultura. Secondo alcuni studi, la prima biancheria intima conosciuta risale a quasi settemila anni fa, quando l'uomo preistorico usava pelle per coprire e proteggere i suoi genitali mentre svolgeva le faccende quotidiane. Nell'Antichità, i greci non indossavano biancheria intima, solo il tradizionale “chitone” che li avvolgeva interamente. I romani usavano una sorta di pantaloni chiamati “subligaculum”, sotto la toga. Nel Medioevo, si sviluppò la biancheria intima che non si legava, e divenne la norma.

Il termine mutanda, che è la parola più usata per riferirsi alla biancheria intima maschile al giorno d'oggi, proviene dal diminutivo di mutandone, che a sua volta deriva dal latino calceus, "scarpa". La mutanda lunga proviene dal vecchio Union Suit, che era un indumento intimo intero che copriva dalle spalle alle caviglie. In senso moderno, le mutande iniziarono a essere utilizzate verso il Rinascimento (secoli XV e XVI). I principali tipi di mutande sono i boxer e gli slip. I boxer possono essere classici, a compressione o attillati, e gli slip possono essere di diverse forme e materiali.
La biancheria intima maschile è cambiata molto in tutti i sensi dall'inizio del XX secolo fino ai giorni nostri. Così, possiamo vedere dai design antiestetici che coprivano praticamente tutto il corpo per motivi di igiene, fino alle versioni più attuali di boxer o slip. La biancheria intima maschile è passata da essere un indumento funzionale a un indumento di moda, che riflette la personalità, lo stile e il gusto di ogni uomo.
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Tengo más de 50 años, y nunca en mi vida, ni en los medios de comunicación, redes sociales o personalmente escuché la palabra Bombacho. Cabe aclarar que la referencia a Argentina, Brasil y Paraguay, países que hablan dos lenguas diferentes: portugués y español.
Entiendo que el objetivo de la página es otro, pero “al menos”, navegar 5 minutos en la web para no poner afirmaciones insostenibles.
Gracias.
Hola, PajeroArgentino:
Gracias por tu mensaje. No vamos a entrar a valorar cuál crees que es el objetivo de esta página, pero te aseguramos que nosotros sí lo tenemos claro.
Respecto al término “bombacho”, entendemos que puede no formar parte del vocabulario habitual de todo el mundo, pero no por ello deja de existir. Una búsqueda de menos de 0.01 minuto en el diccionario de la RAE —como esta: https://dle.rae.es/bombacho— aclara que bombacho es perfectamente válida y tiene sinónimos como bombacha, pantalón o calzón.
La riqueza del idioma se disfruta mejor con curiosidad que con prejuicios.
Un saludo y gracias por participar.
Sabemos que Argentina, Brasil y Paraguay tienen contextos lingüísticos distintos, y procuramos referirnos siempre con respeto a las variedades del español. Aun así, agradecemos que señales cualquier confusión: nos ayuda a mejorar.
Un saludo y bienvenido al club.